Quale è il vero punto di rendimento della pedalata?

(di Luca Marziano – tecnico biomeccanico presso The Edge Biomeccanica – Roma)

Si parla spesso di arretramento  delle tacchette, di posizione effettiva del piede e di fattore Q delle pedivelle, di lunghezza delle stesse ecc. ecc. ma forse si tralascia un fondamentale importante…

I fattori precedenti riguardano lo spunto, il rendimento alla lunga o altri fattori relativi a questo, approssimativamente riferibili anche se di caso in caso, se la messa in sella è per passista, rilanciatore ecc. ma per avere una costanza massima e continua della pedalata oltre ai fattori di posizione tacchette per arretramento, anzi ancor prima viene la “linea di pedalata frontale” che può essere misurata solamente dal biomeccanico attraverso uno strumento Laser ed è impossibile controllarla da soli! In nessun modo infatti potete controllare da soli questo valore fondamentale!

Trovare la reale capacità di spinta

La reale capacità di spinta avviene solamente se da una vista frontale all’atleta il condilo (che poi condilo non è) ossia la protuberanza della rotula in basso all’interno si allinea con un dato dito del piede, ossia se viene accertata (tramite controllo al laser) la perfetta linea di pedalata frontale. Se non viene effettuato questo controllo tutte le altre specifiche serviranno a poco perché comunque a priori ci sarà una perdita di spinta, ed è fondamentale sapere che non sarà recuperata in alcun modo! Pertanto una volta assimilate le caratteristiche fondamentali dell’atleta-ciclista o amatore che sia ed una volta stabilita la linea di sella ideale per lui questo controllo non va trascurato e soprattutto andrà a favore di un altro fattore che introduco qui perché secondo me pertinente:

NON SARA’COMUNQUE POSSIBILE TROVARE LA SPINTA MIGLIORE SULLA CARTA, PERCHÉ ANCHE VOLENDO TRASCURARE QUESTO FATTORE LA SPINTA IDEALE VA SEMPRE CONTROLLATA SU RULLO

Vi spiego meglio il perché, dato che noi a parità di femore, gamba (la tibia in biomeccanica), piede, abbiamo comunque delle differenze tra i punti di repere (punti differenziali degli arti), ossia magari abbiamo il femore più lungo o la caviglia più o meno mobile di un’ altro, magari pedaliamo di punta o di tallone ecc. Solo attraverso l’individuazione finale della capacità Neuro-Muscolare / Neuro-Motoria effettiva possiamo capire a che angoli (nel rispetto della sicurezza articolare) spingiamo di più rispetto ad altri, pertanto a quei biomeccanici che vi dicono “mandami le misure e ti dico come devi stare” voi dite questo: “te lo dico io dove devi stare, lontano da me”, Chiaro?

L’importanza di un esame sui rulli

NON E’ ASSOLUTAMENTE POSSIBILE AFFERMARE COME DEVE PEDALARE UNA PERSONA SE NON E’ SUL RULLO, CON LE TACCHETTE MESSE DA VOI E LA LINEA FRONTALE  DI ARRETRAMENTO FATTA!

A tal proposito bisogna concludere dicendo che appunto non si può sapere a priori se l’angolo della gamba alla fine sarà di 135, 138, 140 gradi nella BDC oppure se sarà per esempio di 144, 146 o 147 nella MTb senza capire quale intervento neuromuscolare effettivo ce’ e semmai valutando con il rullo elettronico la potenza media e di punta rilevata e la differenza di spinta tra le gambe, che in caso ci richiederà, se differenze notevoli, la forza e l’elasticità della gamba in difetto.

Eventualmente valutare anche quali azioni porre in essere per rafforzare la gamba più debole.

Per info Luca Marziano  marzianoluca@gmail.com