Triathlon, le caratteristiche da tenere in considerazione

(di Luca Marziano – tecnico biomeccanico presso The Edge Biomeccanica – Roma)

Fermo restando che l’analisi morfologica e l’applicazione biomeccanica di base restano più o meno le stesse, a livello di misurazioni antropometriche e parametri fisici e/o fisiologici (per quanto riguarda l’allenamento), nella trasformazione della bicicletta da corsa in Chrono (per il Triathlon) bisogna tenere a mente alcune accortezze che possono realmente fare la differenza nella prestazione e per il tipo di utilizzo che faremo con la bici in questo contesto di allenamento e gara.

Anzitutto non tutti i telai possono essere considerati predisposti, quindi a volte per esempio è meglio utilizzare un telaio da corsa di qualche annetto, piuttosto che un telaio di ultima generazione, questo perché la continua ricerca ha portato le aziende ha sviluppare telai con Slooping (tubo orizzontale inclinato) ed buona inclinazione del tubo sella accentuate rispetto alle bici di cui sopra. Infatti  per utilizzare una bicicletta per il triathlon se non predisposta o Chrono, bisognerebbe sempre utilizzare una bici da corsa che predisponga alla messa in sella sulla posizione di rilancio, ossia per cui si possa fare una messa in sella abbastanza avanzata per capirci, che appunto consenta anzitutto di arrivare al centraggio di una posizione cinematica predisposta a tale azione e che ci consenta di tenere anche un valore aerodinamico ed inerziale (soprattutto) molto validi. La stessa azione che chiamiamo di rilancio deve essere centrata al meglio e garantirà delle prestazioni in linea con quanto detto, in parole povere per percorrenze relativamente brevi per la gara e anche per l’allenamento, dove (nel triathlon) si deve lasciare spazio anche la nuoto e alla corsa. La tecnologia Slooping predispone invece il ciclista ad una maggior capacità di gestione della bici ma con accento meno indicato al rilancio e quindi forse è più comoda ma meno reattiva al livello di prestazione (ugualmente reattiva in maneggevolezza proprio grazie all’impostazione).

Le bici da triathlon

In parole povere se dovete fare Triathlon  con una bicicletta chiedete sempre ad un esperto prima di acquistarla e considerate che se l’utilizzo sarà solo quello oggi ci sono offerte non troppo esose da parte delle aziende anche nel settore delle Chrono (in genere più care perché più lavorate e leggere ed aerodinamiche, chiamate infatti anche Aero). Le appendici, il manubrio, la sella e l’assetto (come detto) dovranno invece essere specifici e tenere conto, nella messa a punto dei fattori inerenti alla disciplina ed al fatto che nello specifico la spalla deve sempre cadere oltre la linea di pedalata che a sua volta sarò sul rilancio che la posizione con le appendici dovrà effettuare angoli quadri, ma lasciare all’atleta comunque una buona capacità respiratoria ma aerodinamica.

Resta inteso che angoli e dinamiche della pedalata saranno comunque specifici per l’atleta a seconda delle proprie caratteristiche antropometriche e del modo di pedalare che non è lo stesso per tutti, ma che dovrà tenere conto anche quello del tipo di allenamento specifico si è fatto.

Setting specifico – allenamento- Alimentazione: devono essere considerati poi come una cosa unica se si vogliono veramente ottenere dei risultati, che sicuramente hanno bisogno, nel caso della bici, di un mezzo e di un setting specifici come le scarpe per la corsa, ma direi che in ogni caso l’apporto in benefici della parte bici se ben valutato nel Trithlon può fare davvero la differenza.

Per info Luca Marziano  marzianoluca@gmail.com