La valutazione nel Bike Fitting per un’integrazione completa

(di Luca Marziano – tecnico biomeccanico presso The Edge Biomeccanica – Roma)

In una sessione di Bike-Fitting è molto importante analizzare le seguenti fasi:

Valutazione statica Preventiva: Le misure individuali, la scelta e misura bici, la sella e il manubrio se si necessità di variazioni importanti e/o la possibilità di adattare la propria bici se la misura è esatta o vicina alla necessità per quelle persone che per esempio sono tra la M e la L ecc. (quindi se reggisella arretrato o centrato, lunghezza attacco ecc.)

Valutazione Statica: Ossia vedere e valutare se la persona soffre di dismorfismo (differenza di lunghezza degli arti) che può essere anche solamente dovuto a problemi posturali e muscolari. Angolo di andamento del femore: se accentuazione di chiusura (gradi), sindrome del ginocchio varo, valgismo o problematiche a carico della caviglia, traumi ecc.

Valutazione del piede, se arco accentuato o minimo (piede piatto) conseguente eventuale pronazione o supinazione del piede, se necessita di suolette specifiche. Spessorare se arco accentuato ecc. (Il piede deve lavorare in modo da spingere sul pedale in equilibrio).

*La gamba deve avere una linea adeguata alle proprie necessita, ma se il piede non svolge un azione equilibrata e lineare, tutto potrebbe risultare vano e produrre dispersioni e soprattutto infiammazioni a carico di tendini, menischi, muscoli e vari comparti.

Valutazione Dinamica: sarà fondamentale per stabilire se le misurazioni prese sono adeguate, ma soprattutto a finalizzare il lavoro di biomeccanica stessa analizzando la pedalata e quindi la corretta azione in sella per quell’individuo specifico sulla bici.

Necessità dei rulli per completare l’analisi

Anche se abbiamo le misure e impostiamo preventivamente la bicicletta la dinamica della pedalata può essere completata ed analizzata solamente con l’azione sul rullo, se non anche elettronico. *Questo perché le differenti distanze dai punti di repere* (articolari) di un individuo rispetto ad un altro e le sue caratteristiche neuromotorie specifiche (cioè come pedala) sono individuali ed il giusto rapporto spinta/richiamo (che deve essere naturale) va valutato proprio in questo frangente compresi Watt espressi e cadenza. Si può prendere In considerazione la corona ovale. Possiamo poi aiutarci con una ripresa video, che con nuove tecnologie ci aiuta a controllare gli angoli della pedalata in dinamica, ma anche quelli del busto, braccia ecc. che rispetto alla posizione statica potrebbero variare leggermente, dandoci quindi un supporto ulteriore. Un ulteriore prova su strada/campo sarà delucidativa sulle sensazioni dell’atleta/individuo dal vivo.

Impostare le misure e la posizione corretta sulla bicicletta vuol dire sfruttare al meglio le proprie caratteristiche motorie. Chi pratica sport di endurance come il ciclismo, sa quanto sia importante ottimizzare al massimo la resa del proprio sforzo. Tuttavia il controllo in questo caso è decisivo.

*dobbiamo in oltre considerare che in molti casi bisogna imparare a pedalare e conoscersi, cosa che con l’aiuto del biomeccanico risulta molto più facile e intuitivo.

Per info Luca Marziano  marzianoluca@gmail.com